Ops… Che gaffe!

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Sei stata invitata alla Comunione del figlio di una coppia di tuoi amici. Durante il rinfresco, mentre stai valutando se assaggiare un bignè alla crema o una tartina, una tipa che ti è appena stata presentata, dopo aver posato il suo sguardo proprio dove non vorresti venisse posato – visto che poi hai cercato in tutti i modi di camuffare quell’antipatico inestetismo e ci hai messo una settimana per scegliere l’abito più adatto –, si lascia andare a un: «Ma tu sei…?!». Capisci immediatamente a cosa sta alludendo. «No, è tutta ciccia naturale!» rispondi fingendo nonchalance, prima che lei pronunci quella parolina che stuzzica il tuo disappunto.

Stai spingendo il carrello della spesa tutta concentrata sugli acquisti quando incontri quella persona che non vedevi da tempo e con cui, a dire il vero, non hai nemmeno tanta confidenza. Dopo i primi convenevoli, ti chiede: «Non vorrei fare una gaffe ma… sei incinta?».

Certo che hai fatto una gaffe, e in ambedue le situazioni. E se avvertissi anche il desiderio di andare a fare una gita nei meandri della terra mentre il tuo viso si colora di tutte le gradazioni di rosso, faresti bene. D’accordo, a tutti può capitare di incorrere in una gaffe, e in qualsiasi situazione, ma pensarci dopo, quando vorresti morderti la lingua e sprofondare in una botola non serve a nulla. Ciò che ti serve è un corso di galateo per imparare quelle regole di buone maniere che dovresti in realtà già conoscere.
Cosa sapere e cosa evitare in pubblico e in privato, dunque?
Se sei in un ambiente nuovo o di persone poco conosciute frena la lingua. Non fa parte del bon ton dare libero sfogo a impressioni, sensazioni, intuizioni del tutto personali. Ascolta e parla poco. Se parli, evita i commenti in campi minati, almeno finché non avrai saputo qualcosa di più su chi ti sta di fronte.
A ogni modo, anche quando conosci il tuo interlocutore, niente ti autorizza a fare insinuazioni o domande poco appropriate. È vero che il galateo vale anche per l’altro, e quindi dovrebbe comportarsi da signore, ma niente lo costringe a continuare a frequentarti.

E se ormai il danno è fatto? Ci sono diverse soluzioni: cerca di fare il simpatico con una battuta divertente. Chiedi umilmente scusa. Sorvola, facendo finta di nulla. Cambia abilmente discorso, oppure fornisci una versione diversa da quella appena data... insomma, salva il salvabile, cercando di essere credibile.
E, se proprio non riesci a fare un corso di bon ton, ti sarà utile pensare fino a dieci prima di parlare. Anche fino a cento, se necessario.

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